Il Reiki e la Scienza

Il Metodo Reiki è un sistema comunemente descritto di "guarigione naturale" che permette alla persona di ritrovare  il proprio equilibrio energetico. Fu scoperto intorno al 1922 da Mikao Usui, un monaco buddista (15 Agosto 1865 - 19 Marzo 1926) giapponese, che dedicò la propria vita alla conoscenza e alla cura del corpo e dello spirito. Grazie alla sua innata curiosità, perspicacia e dedizione, esperto di arti marziali e profondo conoscitore dell'animo umano, capì ben presto che ci doveva essere un sistema per potersi ricaricare energeticamente senza dover disperdere la propria energia. Ritiratosi in meditazione sul sacro Monte Kurama per 21 giorni, scoprì alla fine che questo sistema esisteva e lo chiamò il Metodo Reiki. Il Reiki permette alla persona di richiamare dentro di sè un'energia che con la sua vibrazione armonica e positiva riequilibra tutto il sistema energetico, lavorando su tutti i piani dell'individuo: quello fisico, quello mentale, quello emozionale e quello spirituale. Viene trasmesso attraverso il contatto con le mani, che vengono appoggiate con rispetto e delicatamente (senza nessun bisogno di togliersii i vestiti...anzi solitamente si usa mettere una copertina durante il trattamento, perchè per il profondo rilassamento che si raggiunge, si sente freddo) sul corpo della persona.  Reiki ci aiuta a ritrovare la strada che porta al nostro essere più profondo, alla nostra Anima e fa si che iniziamo ad ascoltarla. Da un punto di vista più "scientifico" Reiki interessa i campi elettromagnetici generati da tutte le cose viventi. 

'Da qualche tempo, sappiamo che nel corpo passano correnti elettriche che fluiscono attraverso il sistema nervoso e costituiscono uno dei modi in cui il corpo regola se stesso.

Il sistema nervoso è collegato con tutti gli organi e i tessuti del corpo e coordina il flusso proveniente dal cervello per regolare tutte le attività  dell’organismo.

Vi sono anche le correnti elettriche che fluiscono dal cuore tramite il sistema circolatorio, reso praticabile dalla soluzione salina del sangue, che fornisce così un’ulteriore via per il passaggio dell’elettricità: oltre 80.000 chilometri di vasi sanguigni permettono all’ “elettricità del cuore” di raggiungere ogni parte del corpo.

                                                 

Le correnti elettriche toccano tutte le cellule del corpo e passano tra di esse. Molte cellule contengono cristalli liquidi, presenti nelle membrane cellulari, nelle guaine mieliniche dei nervi e in varie altre zone, tutti i cristalli producono effetti piezoelettrici (è la proprietà di alcuni cristalli di generare una differenza di potenziale – elettricità - quando sono soggetti ad una deformazione meccanica) quando ricevono una pressione (deformazione meccanica) e perciò i cristalli liquidi del corpo generano continuamente correnti elettriche, le quali sono spesso coerenti: vale a dire che come nel caso del laser, le frequenze in una data area sono tra loro in armonia. Queste vibrazioni possono viaggiare all’interno del corpo e anche irradiarsi nell’ambiente circostante.

Esiste un secondo sistema nervoso, chiamato perineurio, composto da uno strato di tessuto connettivo che circonda il sistema nervoso centrale; oltre la metà delle cellule del cervello sono perineurali. Il perineurio opera con correnta diretta è controllato da onde cerebrali ed è direttamente implicato nel processo di guarigione. Quando una qualunque parte dell’organismo subisce una lesione, il sistema perineurale genera nell’area danneggiata un potenziale elettrico che avverte il corpo, mentre invia nel punto interessato, cellule riparatrici come i globuli bianchi, fibroblasti e cellule cutanee mobili. Quando la lesione guarisce, il potenziale elettrico cambia. Il sistema perineurale è anche molto sensibile e reattivo a campi magnetici esterni.

Le correnti che fluiscono negli esseri umani generano campi chiamati “biomagnetici”, che penetrano e circondano il nostro corpo e sono stati misurati per mezzo di magnetometri molto sensibili. Per esempio il cuore possiede un campo magnetico misurato fino a oltre 4,5 metri,  quello di maggiore intensità rispetto a tutti gli altri organi del corpo. L’insieme di tutti i campi biomagnetici dà luogo a un campo complessivo che circonda il corpo, ed è naturalmente simile a ciò che chiamiamo aura,  perché in essa sono presenti altri aspetti.

I campi interagiscono con altri in prossimità del corpo, compresi i campi di altre persone: tale principio è chiamato induzione e significa che un campo magnetico può avere effetti su un altro, modificandolo e variando l’intensità e la frequenza delle correnti elettriche che scorrono nel suo conduttore. Quindi il campo biomagnetico di un individuo influisce su quello di un altro, con possibili effetti sul suo benessere e sul funzionamento di organi e tessuti.  Ciò conferisce un significato reale all’espressione “personalità magnetica” e spiega anche tecnicamente il fatto che una persona riesca a operare terapeuticamente su un’altra.

Perciò, anche da un punto di vista scientifico, l’essere di un individuo non si ferma alla pelle, ma si estende all’ambiente circostante.

Quando un guaritore pone le mani vicino a un organo malato e comincia il trattamento, il campo biomagnetico emesso dalle sue mani diventa molto più intenso di quello dell’organo e inizia a pulsare alle frequenze necessarie per la cura di quest’ultimo. Grazie alla maggiore intensità, il campo biomagnetico del terapeuta, induce le frequenze salubri nel campo dell’organo malato, che viene in tal modo stimolato a riportare le proprie vibrazioni nella banda positiva. Tale correzione influisce a sua volta sulle correnti elettriche che fluiscono nelle cellule e nel sistema nervoso all’interno dell’organo e intorno ad esse, nonché nei suoi processi biologici, e così può aver luogo la guarigione.

Sono state studiate alcune frequenze terapeutiche per vari tessuti del corpo: i nervi guariscono a una frequenza di 2 Hz, i legamenti a 10 Hz e i capillari a 15 Hz.

Una delle caratteristiche peculiari del Reiki, consiste nel fatto che la capacità di praticarlo deriva da un’attivazione, inoltre esso non deve essere diretto dalla mente conscia del guaritore, ma agisce autonomamente, senza ricorrere all’energia personale di questi.

Come operano le attivazioni e i trattamenti del Reiki?

L’attivazione potrebbe risvegliare in ciascuno di noi un elemento congenito che possiede  un livello superiore di intelligenza riguardante l’integrità, il benessere e la guarigione; poiché l’intelligenza risiede all’esterno della mente conscia, sarebbe corretto affermare che essa proviene da una fonte superconscia dentro di noi. Inoltre il fatto che il Reiki non attinge all’energia di chi lo pratica, denota che l’attivazione rende operante una fonte energetica diversa da quella che provvede alle nostre necessità quotidiane. Perciò, il Reiki conferma l’idea che possediamo un potenziale nascosto, latente nella maggior parte delle persone, ma in grado di essere destato. Il superconscio può allora guidare il funzionamento del talamo e del sistema nervoso perineurale per generare energia Reiki, e convogliarla sull’area danneggiata, attraverso le mani del guaritore. L’energia Reiki può configurarsi semplicemente come una miscela speciale composta da energia biomagnetica e di altri tipi,  e creata dalla mente superconscia esattamente secondo quanto richiesto dalla parte del corpo su cui vengono poste le mani, così da riavviare e completare il processo di guarigione.

L’intensità dei campi biomagnetici tuttavia diminuisce rapidamente man mano che ci si allontana dalla loro fonte. Perciò, mentre le precedenti teorie possono spiegare la guarigione quando il terapeuta si trova accanto al paziente, com’è possibile fare altrettanto nel caso che quest’ultimo si trovi a diversi chilometri di distanza, o addirittura dall’altra parte del pianeta?

La spiegazione può essere offerta dalle onde scalari. Quando due campi hanno frequenza identica o contraria , si annullano a vicenda, ciò non elimina i loro effetti, poiché rimangono i potenziali , che creano le cosiddette onde scalari; queste non interagiscono con gli elettroni, come fanno i campi magnetici, ma con in nuclei atomici, e non possono essere bloccati, propagandosi così a qualsiasi distanza senza diminuire d’intensità. Si è dimostrato che influiscono sui tessuti biologici e sono in grado di favorire la guarigione. Esse possono realmente costituire la fonte principale di effetti terapeutici, piuttosto che i campi magnetici.

Anche se le teorie spiegano fino ad un certo punto come funziona la guarigione, un aspetto dell’opera  terapeutica e spirituale rimane tutt’ora misterioso.' (Tratto dal Libro "Lo Spirito del Reiki" di Frank Arjava Petter).